Ciao SifuD, sono finalmente riuscito ad ascoltare per intero la puntata e l’intervista del maestro Daniele Zanni. Come sempre i tuoi ospiti sono preparati ed interessanti. Il Maestro Zanni si è spinto a discorrere del tempio di Shaolin e a me piacerebbe che, vista la sua effettiva conoscenza, si spingesse maggiormente nel rapporto tra il tempio e le arti marziali, soprattutto spiegando cosa sia il tempio non come entità fisica (ne dovrebbero esistere molteplici) bensì come reale ordine monastico ed il suo stretto legame con le arti marziali.
Da quel poco che ho appreso, Shao dovrebbe significare giovane, Lin foresta, Si tempio e la leggenda dovrebbe attribuire la nascita delle arti marziali propriamente dette con la presenza in quel luogo di Bodhidharma. Si dice che il maestro indiano, notando che molti monaci erano indolenti, pigri e deboli, e che spesso si addormentavano durante le lunghe ore di meditazione, indicò l’importanza di avere un corpo sano per sviluppare un forte spirito interiore. Insegnò quindi, pochi ma importantissimi esercizi per potenziare il corpo in ogni sua parte e sviluppare l’energia interna tramite esercizi respiratori. Essi venivano eseguiti dai monaci ogni mattina per tre ore di seguito. A Bodhidharma fu pure attribuita una serie di esercizi denominati “SHO PA LO HAN SHOU” ossia le 18 mani dei discepoli del Buddha. Questi esercizi erano delle tecniche di combattimento a mani nude e sono considerate, assieme ai cinque animali, il nucleo originale dello Shao Lin Tsu e dallo Shao Lin Tsu classico derivano non solo tutti gli stili di Kung Fu, ma anche tutte le Arti Marziali asiatiche.
Ottima la scelta del film (!!!!) Sword in the moon, di Kim Eui-suk, con Choi Min-Soo, Cho Jae-Hyun, Kim Bo-Kyung, Lee Jong-Soo (Titolo originale Cheongpung myeongwol).
Hai compiutamente narrato la trama (Gyu-yeop e Ji-hwan sono grandi amici e i migliori guerrieri di una scuola militare d’eccezione. Un colpo di stato li metterà uno contro l’altro, e i due dovranno affrontarsi numerose volte, fra amicizia e onore. Alla fine a vincere deve essere uno solo….) ed il Kenjutsu (combattimento con la spada coreano, che risale alla dinastia Paekche c.a. 500) come si potrà notare dal film, è molto lontano dal Wuxiapian che abbiamo potuto osservare in Hero e La foresta dei pugnali volanti. E’ infatti meno formale nella sua attuazione, privo di combattimenti sospesi per aria e perso nell’amore per l’arma, ovvero la spada.
La pellicola, nonostante a mio avviso sia priva del fascino visivo dei film cinesi di cappa e spada è girata con uno stile sporco, molto anni ‘80, con primi piani e combattimenti veri. La violenza è tutta in quel pezzo di metallo, fabbricato secondo regole ferree e brandita nelle mani umane, essenza di unione e forza. Insomma un film senza la poesia cinese ma con tanto acciaio…. Insomma, da ferro e seta…
Un ringraziamento alla nostra sinologa per il suo corso, che ci mostra quell’affascinante lingua che è il cinese.
Nell’attesa del ritorno di Diletta ai microfoni, un salutone a tutta la redazione.
Vainer
Ancora auguri a tutte le donne!!
ciao Sifu ciao amici di ferro eseta.una belisima puntata,molto interesante il raconto di Maestro Zanni su Shaolin.
Buon Giorno a Tutti!
Valerio! Si il Maestro Zanni è davvero un cultore delle Arti Cinesi.
Ciao SifuD, sono finalmente riuscito ad ascoltare per intero la puntata e l’intervista del maestro Daniele Zanni. Come sempre i tuoi ospiti sono preparati ed interessanti. Il Maestro Zanni si è spinto a discorrere del tempio di Shaolin e a me piacerebbe che, vista la sua effettiva conoscenza, si spingesse maggiormente nel rapporto tra il tempio e le arti marziali, soprattutto spiegando cosa sia il tempio non come entità fisica (ne dovrebbero esistere molteplici) bensì come reale ordine monastico ed il suo stretto legame con le arti marziali.
Da quel poco che ho appreso, Shao dovrebbe significare giovane, Lin foresta, Si tempio e la leggenda dovrebbe attribuire la nascita delle arti marziali propriamente dette con la presenza in quel luogo di Bodhidharma. Si dice che il maestro indiano, notando che molti monaci erano indolenti, pigri e deboli, e che spesso si addormentavano durante le lunghe ore di meditazione, indicò l’importanza di avere un corpo sano per sviluppare un forte spirito interiore. Insegnò quindi, pochi ma importantissimi esercizi per potenziare il corpo in ogni sua parte e sviluppare l’energia interna tramite esercizi respiratori. Essi venivano eseguiti dai monaci ogni mattina per tre ore di seguito. A Bodhidharma fu pure attribuita una serie di esercizi denominati “SHO PA LO HAN SHOU” ossia le 18 mani dei discepoli del Buddha. Questi esercizi erano delle tecniche di combattimento a mani nude e sono considerate, assieme ai cinque animali, il nucleo originale dello Shao Lin Tsu e dallo Shao Lin Tsu classico derivano non solo tutti gli stili di Kung Fu, ma anche tutte le Arti Marziali asiatiche.
Ottima la scelta del film (!!!!) Sword in the moon, di Kim Eui-suk, con Choi Min-Soo, Cho Jae-Hyun, Kim Bo-Kyung, Lee Jong-Soo (Titolo originale Cheongpung myeongwol).
Hai compiutamente narrato la trama (Gyu-yeop e Ji-hwan sono grandi amici e i migliori guerrieri di una scuola militare d’eccezione. Un colpo di stato li metterà uno contro l’altro, e i due dovranno affrontarsi numerose volte, fra amicizia e onore. Alla fine a vincere deve essere uno solo….) ed il Kenjutsu (combattimento con la spada coreano, che risale alla dinastia Paekche c.a. 500) come si potrà notare dal film, è molto lontano dal Wuxiapian che abbiamo potuto osservare in Hero e La foresta dei pugnali volanti. E’ infatti meno formale nella sua attuazione, privo di combattimenti sospesi per aria e perso nell’amore per l’arma, ovvero la spada.
La pellicola, nonostante a mio avviso sia priva del fascino visivo dei film cinesi di cappa e spada è girata con uno stile sporco, molto anni ‘80, con primi piani e combattimenti veri. La violenza è tutta in quel pezzo di metallo, fabbricato secondo regole ferree e brandita nelle mani umane, essenza di unione e forza. Insomma un film senza la poesia cinese ma con tanto acciaio…. Insomma, da ferro e seta…
Un ringraziamento alla nostra sinologa per il suo corso, che ci mostra quell’affascinante lingua che è il cinese.
Nell’attesa del ritorno di Diletta ai microfoni, un salutone a tutta la redazione.
Vainer
Grande Vainer!
ricordo a tutti che il Mitico Vainer aveva già presentato questo film nell’ultima puntata della precedente stagione “La voce di Vainer” del 20/07/2010
un invito a riascoltarla o ascoltarla per chi se la fosse persa.
Vainer, Grazie ancora per i tuoi Arricchenti post.